Narrare la morte, formare alla vita. Performatività della letteratura per l’infanzia e l’adolescenza e figure della cittadinanza

Parole chiave: Narrazione; Morte; Formazione; Cittadinanza; Letteratura per l’infanzia e l’adolescenza.

Abstract

Il contributo propone una rilettura della letteratura per l’infanzia e l’adolescenza oltre ogni riduzione funzionale o meramente trasmissiva, assumendo la narrazione nella sua valenza performativa e formativa. Attraverso un itinerario teorico che intreccia filosofia del linguaggio, ermeneutica e pedagogia, il saggio interpreta la morte come figura estrema del limite, capace di rendere visibile la struttura drammaturgica dell’esistenza e di attivare processi di presa di forma del soggetto. L’analisi di alcune figure narrative della letteratura giovanile mostra come il confronto con il tragico non generi solo consapevolezza individuale, ma anche una diversa qualità del legame, della responsabilità e della vita comune. Ne emerge una concezione della cittadinanza non come esito successivo della formazione, ma come sua forma relazionale intrinseca. La narrazione della morte si configura così come esperienza che forma simultaneamente la persona umana e il suo abitare il mondo condiviso.

Pubblicato
2026-07-19